Europe Mania, all’Arena Flegrea super concerto della band svedese che saluta Napoli in salsa glam rock

Adrenalina pura a Napoli con gli Europe, gloria dell’hard rock degli anni Ottanta. La tappa italiana del loro tour  si conclude giovedì 11 settembre con il concerto all’ Arena Flegrea, nel cuore della Mostra d’Oltremare, in occasione dell’ottava edizione del Noisy Naples Fest, in collaborazione con Barley Arts e Veragency.

Joey Tempest, John Norum, John Levén, Mic Michaeli e Ian Haugland, età media 60 anni, danno ancora smalto al loro glam rock, puntellato da havymetal.
L’ultima volta che hanno suonato a Napoli era il 15 febbraio del 1992, al teatro Palapartenope. Mancavano da ben 23 anni nella città partenopea e ritornano salutando il pubblico con “ciao guagliù”, ed una serie di frasi in napoletano pronunciate nel corso della loro esibizione per creare familiarità con chi li ascolta, sorprendendo con un singolare e graditissimo omaggio offerto a Bob Marley, con l’intonazione rock di “No Woman no cry”.

“Last look at Eden”, “Walk the earth”,  “Rock the night”, “Superstitious”, “The final countdown” e altri ancora, sono i brani intonati in mille concerti collezionati in tanti carriera, proposti anche a Napoli.
“The Final Countdown”, il loro capolavoro, fu suonata durante le celebrazioni di fine Millennio, il 31 dicembre 1999. Fu un momento epocale, proprio perché è da sempre il pezzo forte degli Europe, pensato inizialmente per aprire i loro concerti, diventato poi un brano dal successo planetario. “The Final Countdown” fu pubblicato nel 1986. Scritto dal loro cantante Joey Tempest, si basa su un riff di tastiera da lui composto nei primi anni ’80, con un testo ispirato a “Space Oddity ” di David Bowie. Sembra trascorsa una vita da quell’istante, ma il solo risentire una tal canzone, ravviva i ricordi legati ad un gruppo che è parte di diritto della storia della musica internazionale.

Su YouTube il gruppo registra infatti un miliardo di visualizzazioni, segno della longevità di artisti che piacciono ai Millenial, ma anche agli appassionati del rock. La voce di Joey Tempest non tradisce. Dopo anni la qualità musicale che gli ha conferito notorietà, resta altissima. Senza trascurare le movenze elegantemente metal che lo accompagnano sul palco, mentre canta pezzi ravvivati in melodia, e propone strabilianti giri d’asta fatti col microfono, oscillanti insieme alla folta capigliatura, nel vento napoletano. Lo spettacolo proposto in concerto è un continuo richiamo da parte del frontman al 1993, anno in cui il gruppo musicale si sciolse per poi ricomporsi nel 1999. Da quel momento in poi gli Europe sono tornati a lavorare in studio con la pubblicazione di altri album che li hanno portati nel 2018 a guadagnarsi un Grammy come “Best Band Hard Rock”. Ed oggi il loro dodicesimo Album in lavorazione, intitolato “Europe 12°”,  è inserito da Planet Rock tra i 50 album rock da aspettare nel 2026.

Credits Photo: Arturo Favella

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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