Da dove cominciare stasera. In una serata come queste analizzare un disastro a caldo è rischioso, d’altronde concreta è la possibilità di perdere l’equilibrio e la capacità di analizzare la partita. Ma davvero siamo di fronte ad un delle peggiori esperienze europee del Napoli di Adl, per giunta completamente inaspettata. Il risultato è bruciante, severo, ma più che giusto, anzi un risultato che sta addirittura stretto agli olandesi. Un 6-2 clamoroso che fa rumore a livello europeo.
Ma cosa non va in questo Napoli ?
Questa è la domanda a cui non si riesce a dare una risposta. O meglio ce ne sarebbero troppe da dare. E’ inspiegabile un crollo del genere, o meglio lo è per chi, come noi, è fuori da certe dinamiche solitamente intime, private di uno spogliatoio. Troppo facile oggi sarebbe sparare a zero contro la Croce Rossa, contro una rosa di giocatori impalpabile, sia atleticamente, ma soprattutto tecnicamente e mentalmente. Una squadra che crolla alle prime difficoltà senza orgoglio e capacità di reagire, una squadra che in teoria avrebbe dovuto avere lo spessore e la classe giusta per rimediare, reagire, portare punti a casa.
La carenza fisica
Il Napoli è una squadra, che al di là dei numeri, sembra non averne, né sul fondo ne a livello di brillantezza e freschezza. Corre poco e male, dando sempre l’impressione di soffrire l’avversario. Gli scontri diretti vengono persi clamorosamente e sistematicamente, i giocatori che di solito possono saltare l’uomo, sono lenti e prevedibili. Quella che era la carta in più delle squadre contiane non l’abbiamo più rivista all’ombra del Vesuvio. Senza contare poi i soliti e tanti infortuni. Troppi i giocatori fuori e troppi gli avvicendamenti continui in questo inizio di campionato.
Gli equivoci tattici che bloccano questo Napoli
Il 4-1-4-1 non è uno schema adatto a questa squadra. Questo è un dato acclarato, chiaro a tutti ma non a Conte. Uno schema che non ha senso neanche con i cosiddetti fab 4 tantomeno quando questi non ci sono o non sono in condizione. Il Napoli è e sarà ancora una squadra da 4-3-3. Solo così riesce a trovare quel giusto equilibrio fra fase offensiva e difensiva che quest’anno manco totalmente. Il Napoli crea e segna poco a dispetto dei troppi tiri che prende nei 90 minuti. Lucca è un fantasma, non può giocare isolato e senza appoggio spalla alla porta e, soprattutto, senza alcun cross dal fondo. De Bruyne è triste e disinnescato lontano dalla porta o dai 30 metri decisivi per la fase offensiva. Lo scozzese soffre la sua presenza. Politano tuttocampista che non può reggere i 90 minuti. Questi e tantissimi altri gli equivoci alla base del disastro azzurro di stasera.
Una campagna acquisti (per adesso) fallimentare
Il Napoli, almeno nelle intenzioni iniziali, si poneva come obiettivo creare una rosa competitiva in grado di reggere più competizioni. Il risultato per adesso è disastroso. Messe da parte le note liete come Hojlund ed, in parte, De Bruyne, nessun altro acquisto ha saputo dare ciò che ci si aspettava. Lang stenta a trovare un senso in questa esperienza partenopea. Poco utilizzato e male si aggira triste per il campo con il morale a pezzi. Detto di Lucca destinatario di un rosso collettivo non solo da parte dell’arbitro, restano da analizzare gli altri fallimenti momentanei di questo mercato. Beukema è lento, impacciato e spesso fuori posizione. Gutierrez non trova senso tattico e tecnico. Elmas, quando entra nessuno se ne accorge. Degli altri visti quest’anno nessuna traccia degna di nota.
Conte e la sua confusione…
Detto degli equivoci tattici questa stagione il mister non ci sta piacendo sotto molteplici aspetti. Innanzitutto nella gestione della rosa. Certo da esterni potremmo non essere a conoscenza di determinate situazioni che potrebbero ribaltare il nostro giudizio, ma andare in conferenza e criticare l’operato di una società senza uno straccio di autocritica, non piace a nessuno. La squadra è anche sua ed il suo verbo sul mercato ha inciso più che mai. Restano i tanti infortuni, una incapacità di far rendere al massimo gli uomini a disposizione ed una scadente capacità di lettura della partita, con cambi sbagliati e ritardati.
Allora da dove deve ripartire questo Napoli?
Il Napoli deve ripartire dalle certezze che ha, che oggi sono poche. Ritrovare fiducia e freschezza atletica. Deve acquisire equilibrio e riordinare la fase difensiva, arma infallibile dello Scudetto. Deve ritrovare concentrazione ed entusiasmo. Bisogna ripartire insomma dai suoi uomini migliori, unitamente all’orgoglio pericolosamente e colpevolmente smarrito nelle ultime uscite. Deve ritrovare garra e voglia di vincere. Deve mangiarsi l’erba. Il Napoli, però, ed è questa l’unica nota lieta, può ripartire da un ritrovato McTominay, miglior giocatore della passata stagione, che ha ritrovato gol ed è stato l’unico a non mollare in Olanda, l’unico a non inchinare mai la testa.
PSV-Napoli 6-2: il tabellino
Marcatori: McTominay (N) 31′ e 86′, Buongiorno aut. 34′, Saibari (PSV) 39′, Man (PSV) 54′ e 80′, Pepi (PSV) 87′, Driouech (PSV) 89′.
PSV (4-2-3-1): Kovar; Flamingo, Schouten, Gasiorowski (46′ Obispo), Salah-Eddine (84′ Driouech); Junior, Veerman; Man, Saibari (88′ Wanner), Perisic (84′ Pepi); Til (84′ Dest). Allenatore: Bosz.
NAPOLI (4-1-4-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Beukema (57′ Beukema), Buongiorno, Spinazzola (57′ Gutierrez); Gilmour (57′ Lang); Politano (73′ Neres), Anguissa, De Bruyne (83′ Elmas), McTominay; Lucca. Allenatore: Conte.
Ammoniti: Gasiorowski, Veerman, Spinazzola, Saibari, Driouech. Espulso: Lucca (N) 76′ per proteste.




