Nella Giornata della Memoria, gli Archivi di Stato ci ricordano che la storia non è solo un racconto del passato, ma un insegnamento per il presente e un monito per il futuro. Le iniziative promosse in tutta Italia sono un importante contributo per mantenere vivo il dolore della Shoah e delle persecuzioni razziali, riflettendo sulle conseguenze delle leggi discriminatorie e sul ruolo delle istituzioni nella costruzione o nella negazione dei diritti. Le mostre, gli incontri e le attività di divulgazione offrono l’occasione per ascoltare le voci di chi è stato colpito dalla persecuzione, per comprendere le storie di vite spezzate e per riflettere sul valore della memoria come responsabilità civile.

GIORNO DELLA MEMORIA, IL RICORDO IN TUTTA ITALIA
Dalle pietre d’inciampo di Roma alle immagini di Auschwitz a Torino, ogni iniziativa è un invito a non dimenticare e a non tacere. Gli Archivi di Stato sono presidi civili che custodiscono la memoria del Novecento e la trasmettono alle generazioni future. Rendere accessibili questi documenti significa rafforzare la coscienza democratica e ricordare che la memoria è un dovere che riguarda tutti, affinchè il peggio possa essere scongiurato soprattutto nei tempi odierni. In un momento in cui la disinformazione e l’odio sembrano dilagare, è più che mai importante ricordare le lezioni della storia lavorando per un futuro di pace, giustizia e diritti per tutti.
La Giornata della Memoria è un richiamo a non dimenticare, a non tacere e a non arrendersi di fronte all’ingiustizia. Tra le iniziative in programma, campeggia quella dell’Archivio di Stato di Avellino che presenta la mostra documentaria “Il controscritto ebreo Storie di internati in Irpinia”, ricostruendo attraverso fascicoli personali e carte amministrative, le vicende degli internati civili nei campi e nei luoghi di confino della provincia.
A Milano, l’Archivio di Stato ospita un’orazione civica di Alessandro Milan, accompagnata dalle musiche dal vivo di Raffaele Kohler. A partire dall’incontro casuale con una pietra d’inciampo e da documenti inediti dell’Archivio, prende forma un racconto corale di vite intrecciate nella Milano della Seconda guerra mondiale, tra Resistenza, memoria e lotta per la libertà.
A Napoli un incontro ospitato dall’Archivio di Stato prende avvio dal ritrovamento di un frammento manoscritto del Talmud per riflettere sulla dispersione e distruzione dei testi sacri ebraici durante le persecuzioni storiche. Al centro anche il tema del riuso di frammenti pergamenacei nelle legature e nelle coperte dei documenti d’archivio, come tracce materiali di una memoria sopravvissuta.
A Bari l’Archivio di Stato propone ‘La Memoria scritta della Shoah’, un percorso tra documenti, diari e testimonianze conservati negli archivi pugliesi, che mette al centro l’esperienza dei profughi ebrei giunti in città nel secondo dopoguerra.
A Torino la mostra Seeing Auschwitz si concentra sul fotografo Silvio Ottolenghi, colpito dalle leggi razziali, e su oltre cento scatti con uno sguardo plurale dei carnefici, delle vittime e degli Alleati, sul sistema nazista.
A Roma l’Archivio di Stato rende omaggio alla figura di Ermanno Loevinson, storico e archivista vittima della Shoah, con un’iniziativa rivolta agli studenti dell’ultimo anno dei licei, preceduta nei giorni scorsi dalla posa di pietre d’inciampo davanti all’abitazione della famiglia, a testimonianza di come la memoria possa e debba abitare anche lo spazio urbano e la quotidianità.




