Una ricerca condotta a livello territoriale rivela dati allarmanti sul benessere emotivo degli under 24 campani. Sabato 23 maggio il convegno con clinici e istituzioni
Quando i numeri iniziano a disegnare un’emergenza, ignorarli non è più un’opzione. La maggior parte dei giovani napoletani tra i 13 e i 24 anni presenta un rischio di disagio emotivo, comportamentale o legato alle dipendenze. Tra le ragazze con meno di 18 anni il dato tocca livelli che non lasciano spazio a interpretazioni rassicuranti: quasi tre su quattro mostrano segnali che meritano attenzione clinica. Questi i dati preliminari di una ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale, che sarà presentata sabato 23 maggio 2026 alle ore 9.30 nella sala Leonardo Bianchi dell’ASL Napoli 1 Centro, Calata Capodichino 230.
Adolescenti fragili: cosa dicono i dati
L’Italia non è immune. Oltre 700.000 giovani sotto i 25 anni convivono con un disturbo della salute mentale, secondo l’ultimo report OCSE sul benessere psicologico di bambini e giovani adulti. Ansia e depressione guidano la classifica delle diagnosi più frequenti. Sul fronte delle dipendenze, il rapporto ESPAD Italia 2024 del CNR registra dati oltre la soglia di guardia tra i minori, con il gioco d’azzardo in cima alle preoccupazioni.
La ricerca presentata sabato porta questo scenario dentro la realtà campana, con una scala di valutazione psicodiagnostica sviluppata da Vincenzo Barretta e Roberta Vacca. Un lavoro che non si limita a misurare un problema, ma cerca di capirne le radici e le traiettorie.
Il convegno del 23 maggio: voci, dati e proposte
Organizzato dalla Commissione Distrettuale S.E.C. – Salute Emotiva e Comportamentale del Distretto 2101 del Rotary International, con il supporto dell’Osservatorio Nazionale Salute Emotiva e Comportamentale e dell’ASL Napoli 1 Centro, il convegno “I fattori di rischio nella salute emotiva e comportamentale” punta a costruire un dialogo reale tra chi studia il fenomeno, chi lo vive ogni giorno in classe o in studio, e chi ha il dovere istituzionale di rispondere.
Ad aprire i lavori il Governatore del Distretto 2101 Angelo Di Rienzo, con il Governatore Eletto Giuseppe Nardini, il Governatore Nominato Attilio Leonardo e Ugo Oliviero, PDG e Presidente della Commissione Distrettuale Disagio Giovanile. Il Direttore Generale dell’ASL Napoli 1 Centro Gaetano Gubitosa porterà la voce delle istituzioni sanitarie.
La parte scientifica si apre con Vincenzo Barretta, psichiatra e psicoterapeuta, che guiderà la riflessione sul rapporto tra salute emotiva e disagio giovanile. Roberta Vacca, psicologa e docente all’Università Suor Orsola Benincasa, presenterà i risultati della survey condotta sul territorio. Elena Daniele darà voce alla prospettiva degli adolescenti stessi.
Teatro, testimonianze e scuola: un approccio a tutto campo
Tra i momenti più attesi, la presentazione di “Caduta nella rete”, progetto che unisce riflessione giuridica e linguaggio teatrale grazie al contributo di Ester Chica, Gigliola De Feo ed Ersilia Saffiotti. Angela Rusciano, referente del Progetto Badema, porterà invece una testimonianza personale e diretta dal titolo “In memoria di un amico scomparso”.
Il nesso tra disagio e rendimento scolastico sarà affrontato da Rita Massaro, dirigente scolastico, mentre Emanuele Adiletta analizzerà le ricadute emotive del disagio giovanile. Andrea De Bartolomeis, direttore della UOC di Psichiatria dell’AOU Federico II, chiuderà il quadro clinico con un intervento sui legami tra depressione e patologie psichiatriche nell’età evolutiva. Stefania Galdiero, docente Federico II, ragionerà infine sul ruolo delle associazioni di servizio come il Rotary in questo scenario.
Perché questo convegno conta
Il disagio emotivo giovanile non è un tema da congresso. È qualcosa che accade nelle famiglie, nelle aule, nei gruppi WhatsApp, nei corridoi degli ospedali. Parlarne con rigore scientifico, dati reali e senza retoriche consolatorie è già un atto di responsabilità. Il convegno del 23 maggio prova a farlo, mettendo insieme le competenze giuste per costruire non solo consapevolezza, ma risposte concrete per i giovani della Campania.




