My World: Il nuovo Café Chantant al Teatro Mediterraneo: un sold out assoluto e la conferma dell’affetto del pubblico

L’attività del Teatro Sannazaro riparte al Teatro Mediterraneo, dopo lo scorso 17 febbraio, con una versione innovativa del cavallo di battaglia di Lara Sansone, Café Chantant My World, registrando un enorme successo.

Cambia solo il luogo ma non l’affetto del pubblico: al Teatro Mediterraneohttps://mostradoltremare.it/teatro-mediterraneo/ si registra subito il sold out per l’ultima kermesse del Café Chantant My World di e con Lara Sansone.

Tra i celebri tavolini che richiamano l’atmosfera intima della storica sala, l’attività del Teatro Sannazaro riparte senza esitazione, superando con straordinaria tenacia le difficoltà causate dal devastante incendio dello scorso 17 febbraio. È in questo scenario che l’allestimento di My World ribadisce la forza intramontabile del Café Chantant, uno spettacolo che, a più di trent’anni dal suo debutto, dimostra la capacità di evolversi e rinnovarsi senza mai perdere la propria essenza.

In questa edizione, tra le più mature e consapevoli, Lara Sansone propone una direzione artistica innovativa. La struttura si colloca all’interno dei canoni del varietà classico, rinunciando a una narrazione lineare per abbracciare una coerente armonia interna: una grande festa collettiva che fonde generi e stili, coinvolgendo direttamente il pubblico in un’esperienza di puro divertimento priva di nostalgici rimpianti. Il palcoscenico diventa quindi uno spazio fluido, dove recitazione, canto e coreografie trovano un equilibrio perfetto. Più che una semplice sequenza di numeri, lo spettacolo appare come un mosaico vibrante di scene che, attraverso sapienti accostamenti e contrasti, riescono a catturare lo spettatore dal primo all’ultimo istante.

Al centro c’è la straordinaria scelta musicale: un repertorio di oltre venti brani senza barriere temporali o stilistiche. Da Sting ai Maná, da Toto Cutugno a Cesare Cremonini, passando per Edoardo Bennato, Lou Bega, i Wham! e i Queen, fino all’immancabile tradizione classica napoletana. Ciascun pezzo è arricchito da riarrangiamenti di altissimo livello, capaci di aggiungere ulteriore valore artistico.

La regia di Lara Sansone si distingue per il solido controllo delle dinamiche teatrali. I ritmi dello spettacolo sono gestiti con maestria, alternando momenti esplosivi a istanti più intimi e riflessivi. È in questi frangenti che la stessa Sansone si afferma una volta di più come un’interprete rigorosa e capace di toccare profondamente la platea in sala. Non manca una cura estrema per i dettagli scenografici: luci, decorazioni e cambi costume sono utilizzati con grande efficacia per creare un’atmosfera sempre suggestiva. Anche le transizioni e le geometrie sceniche sono orchestrate con precisione, dando vita a una narrazione visiva particolarmente interessante e originale.

Il cuore pulsante della produzione è poi rappresentato da un cast composto da trenta straordinari interpreti tra attori e cantanti. Lucio Pierri, Massimo Peluso, Mario Aterrano, Toni Guido e Savio De Martino spiccano nel rendere omaggio alle mille sfumature del Café Chantant, passando con naturalezza dall’ironia surreale ai richiami alla tradizione. Le coreografie firmate da Alessandro Di Napoli giocano un ruolo fondamentale nell’interazione grazie alla presenza dei ballerini in sala. Tutto ciò è accompagnato da un’orchestra dal vivo impeccabile, che assicura supporto musicale ineccepibile.

L’esperienza immersiva è la firma stilistica dello show del Café Chantant My World anche negli spazi più ampi del Teatro Mediterraneo. L’allestimento dei tavolini al posto delle consuete sedute avvicina lo spettatore alla scena, trasformandolo in parte integrante della rappresentazione. I colori sono il filo conduttore visivo: il tricolore italiano esplode in veli di tulle, le eleganti luci ideate da Luigi Della Monica avvolgono l’ambiente in un’aura dorata e scintillante, mentre il bianco dei costumi si stempera nella leggera foschia della scenografia, trasportando il pubblico in una dimensione onirica.

La produzione targata Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro rappresenta un impegno produttivo d’eccellenza. Con oltre duecento costumi e un allestimento impressionante, offre alla città e ai turisti uno spettacolo ricco di valore educativo e intrattenimento. Quella di Café Chantantè una scommessa vinta grazie al coraggio e alla tenacia di Lara Sansone, Salvatore Vanorio e tutto lo staff artistico e tecnico del Teatro Sannazaro, che hanno saputo superare insieme le difficoltà per regalare al pubblico un’esperienza teatrale imperdibile.

La pièce è tornata in scena solo per tre giorni, dal 16 al 18 ottobre, in attesa della lunga ripresa natalizia, ribadendo ancora una volta la sua formula vincente: tavolini al posto delle poltrone, come nei café-chantant francesi di duecento anni fa. Ogni quadro è una vera opera d’arte.

Le musiche di Ettore Gatta si rinnovano senza mai tradire le origini. Canzoni conosciute che sembrano nuove. E i solisti sul palco – Lucio Pierri, Massimo Peluso, Mario Aterrano, Tony Guido – sussurrano pensieri che sembrano rivolti solo a te. È questo il miracolo del Café Chantant: l’affiatamento di un gruppo di lavoro che ha saputo divenire ‘famiglia’. Questo si vede e si sente. Tutti, sia sulla scena sia dietro le quinte, ridono insieme e si supportano l’un l’altro. È la logica stessa dello spettacolo, dove l’orchestra dal vivo e il corpo di ballo del Sannazaro, con le impeccabili coreografie di Alessandro Di Napoli, formano un insieme organico in cui Napoli e Parigi si incontrano naturalmente: la chanson francese si sposa con la canzone classica napoletana, il varietà di Montmartre abbraccia la sceneggiata. Perché, in fondo, il café-chantant siamo noi.

I costumi di Luisa Gorgi Marchese e Mariano Ranno – con acconciature di Carmine Russo e trucco di Ciro Florio – si superano ogni anno in ricchezza e luminosità. E al centro Lara Sansone non solo conserva gli accenti in ogni replica ma è capace di arricchirli. Mostra lo stile, la classe e la sincerità di chi vive per il teatro, raccogliendo con grazia l’eredità della nonna Luisa Conte.

Café Chantant insomma è tornato più vibrante che mai. Il tutto esaurito del Mediterraneo lo dimostra: quando il teatro è fatto con amore, il pubblico lo percepisce e non lo lascia più. Un trentennio di storia dello spettacolo napoletano culmina in questo format iconico diventato un rito collettivo. Ripartiamo da noi stessi – sottolinea Lara Sansone – e da uno spettacolo che è la nostra stessa identità. In questi trent’anni abbiamo plasmato questa formula per renderla un incontro unico di musica, recitazione e canto con il pubblico. L’affetto costante della gente ci conferma che il messaggio è arrivato al cuore di tutti: non poteva esserci inizio migliore per questo nuovo capitolo.

Fonte immagine da Ufficio stampa

Clelia Moscariello

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