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	<title>Calcio - Parlami</title>
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	<title>Calcio - Parlami</title>
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		<title>&#8220;La notte dei leoni&#8221;, il 26 maggio allo Stadio Maradona appuntamento con il calcio sociale</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/02/12/la-notte-dei-leoni-il-26-maggio-allo-stadio-maradona-appuntamento-con-il-calcio-sociale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 19:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una notte dei leoni per raccogliere fondi utili a ristrutturare il teatro del carcere minorile di Nisida e per sostenere le attività della Fondazione Santobono Pausillipon. A fare la parte del leone gli attori della nazionale e le leggende del calcio, che hanno indossato la maglia azzurra, che il 26 maggio scenderanno in campo sul [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="368" style="aspect-ratio: 624 / 368;" width="624" controls src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/02/e6bf5337-6a12-4e8f-8833-e4cb41ec22a4.mp4"></video></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una notte dei leoni per raccogliere fondi utili a ristrutturare il teatro del carcere minorile di Nisida e per sostenere le attività della Fondazione Santobono Pausillipon. A fare la parte del leone gli attori della nazionale e le leggende del calcio, che hanno indossato la maglia azzurra, che il 26 maggio scenderanno in campo sul prato dello stadio Maradona di Napoli. Una partita di beneficenza, il cui ricavato dalla vendita dei biglietti servirà a finanziare il restyling del teatro voluto da Eduardo de Filippo e le attività di ricerca dell’ospedale pediatrico. Un evento patrocinato dal ministero della Giustizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alemao, Kroll, De Santis, Calaiò e Mertens, solo alcuni degli ex azzurri che saranno impegnati ne “La notte dei leoni”, il cui programma è stato presentato durante una conferenza stampa a cui tra gli altri hanno preso parte l’organizzatore dell’evento, il segretario della nazionale attori, Livio Lozzi, il direttore del Santobono, Rodolfo Conenna e Cristiana Rotunno, vice capo Dipartimento Giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia.</p>
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		<title>“Vico Spartak” il Calcio sociale nel cuore di Napoli, il 6 Febbraio 2026 alla Domus Ars</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 13:39:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’evento “Vico Spartak” celebra il Calcio sociale nel cuore di Napoli attraverso l’Arte. Venerdì 6 Febbraio 2026 la proiezione speciale dei due short film “Il fuoco nella balena” e “Fuorigioco”. Un evento per sostenere il progetto che punta da sempre al recupero attraverso lo sport gratuito e la connessione con la Cultura e con l’Arte. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/02/05/vico-spartak-il-calcio-sociale-nel-cuore-di-napoli-il-6-febbraio-2026-alla-domus-ars/">“Vico Spartak” il Calcio sociale nel cuore di Napoli, il 6 Febbraio 2026 alla Domus Ars</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’evento “Vico Spartak” celebra il Calcio sociale nel cuore di Napoli attraverso l’Arte.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Venerdì 6 Febbraio 2026 la proiezione speciale dei due short film “Il fuoco nella balena” e “Fuorigioco”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un evento per sostenere il progetto che punta da sempre al recupero attraverso lo sport gratuito e la connessione con la Cultura e con l’Arte.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una serata dove il Cinema si fa impegno civile e il pallone diventa strumento di riscatto. Si terrà Venerdì la manifestazione&nbsp;<strong>“Vico Spartak”</strong>,&nbsp;un evento speciale dedicato alla squadra di calcio sociale Spartak San Gennaro, realtà che da anni opera nei quartieri di Napoli offrendo ai ragazzi la possibilità di giocare gratuitamente, sottraendoli alle insidie della strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protagonisti della serata i ragazzi dello Spartak con l’attore e regista Gianfranco Gallo, da sempre vicino alle sorti dell’associazione non solo come sostenitore, ma anche come motore attivo delle attività del club nel campo del Teatro, del Cinema e dell’Arte in generale. Durante l’evento verranno proiettati due cortometraggi firmati da Gallo, che raccontano l’anima e l’evoluzione di questa straordinaria esperienza sportiva e umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le proiezioni:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>“Il fuoco nella balena – I devoti dello Spartak San Gennaro”</strong>: girato tre anni fa, il corto è un viaggio poetico e crudo all’interno della realtà della squadra, documentando la passione dei “devoti” che vedono nel calcio un’occasione di dignità e appartenenza. La sua proiezione offrirà il motivo per fare un resoconto degli ultimi anni, con le vittorie e le sconfitte degli operatori che si dedicano ai ragazzi.</li>



<li><strong>“Fuorigioco”</strong>: girato solo pochi mesi fa, questa volta con i ragazzi dello Spartak nel ruolo di attori nella forma della Un lavoro inedito che prosegue il racconto del legame tra il territorio e la squadra, mettendo in luce le sfide quotidiane e i sogni dei giovani atleti.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Lo Spartak San Gennaro non è solo una squadra, è una famiglia, è scambio di attenzione in un mondo sempre meno attento,”&nbsp;</em>dichiara&nbsp;<strong>Gianfranco Gallo</strong>.&nbsp;<em>“Con questi piccoli&nbsp;</em><em>racconti filmati ho voluto dare voce a chi spesso non ne ha, mostrando come il rispetto e la fiducia possa indicare un modo per stare insieme fuori dalle logiche del profitto e della strada.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento sarà l’occasione per celebrare il valore sociale dello Spartak San Gennaro, che si occupa di iscrivere 80 ragazzi ai tornei e garantire loro il diritto allo sport in modo totalmente gratuito, sostenendosi grazie a raccolte fondi e alla solidarietà e all’impegno di figure come Gallo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cittadinanza e la Stampa sono invitate a partecipare per scoprire da vicino una Napoli che vince attraverso la solidarietà e la cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dettagli dell’evento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Titolo: Vico Spartak</li>



<li>Data: 6 Febbraio 2026</li>



<li>Luogo: Domus Ars Via Santa Chiara 10 Napoli</li>



<li>Orario: 18,30</li>



<li>Interventi: Gianfranco Gallo, responsabili dello Spartak San Gennaro, ragazzi della squadra.</li>
</ul>
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		<title>Napoli ad Udine per dare continuità in campionato …</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2025/12/13/napoli-ad-udine-per-dare-continuita-in-campionato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 13:37:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli, tra recuperi e nuove assenze: Conte prepara la trasferta di Udine. Il Napoli si avvicina alla sfida di Udine tra buone notizie e nuove preoccupazioni. Antonio Conte potrà tornare a contare su Miguel Gutiérrez, che rientrerà tra i convocati con l’obiettivo di giocare uno spezzone. Un recupero importante sull’out mancino nel 3-4-3, con la [&#8230;]</p>
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<p class="p2 wp-block-paragraph">Napoli, tra recuperi e nuove assenze: <a href="https://www.tuttonapoli.net/">Conte </a>prepara la trasferta di Udine. Il Napoli si avvicina alla sfida di Udine tra buone notizie e nuove preoccupazioni. Antonio Conte potrà tornare a contare su Miguel Gutiérrez, che rientrerà tra i convocati con l’obiettivo di giocare uno spezzone. Un recupero importante sull’out mancino nel 3-4-3, con la sua qualità che potrebbe offrire anche soluzioni più avanzate.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Napoli, dubbio in difesa</strong></h3>



<p class="p2 wp-block-paragraph">In difesa, però, resta in dubbio Juan Jesus: la botta al polpaccio rimediata nei giorni scorsi dovrebbe spingere lo staff a non rischiarlo, confermando così la consueta linea a tre. Le rotazioni restano limitate e Conte è chiamato a gestire le energie dopo il segnale d’allarme arrivato da Lisbona. A sinistra <a href="https://www.parlami.eu/2025/12/12/napoli-spinazzola-contro-il-benfica-e-mancata-la-brillantezza-con-ludinese-sappiamo-cosa-fare/">Spinazzola</a> è pronto a tornare titolare per far rifiatare Olivera. In attacco, invece, Matteo Politano dovrebbe ritrovare spazio dal primo minuto dopo diverse esclusioni, con Neres favorito sulla corsia opposta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Napoli possibile spazio a Vergara</strong></h3>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Resta da valutare un possibile terzo cambio: Vergara potrebbe dare respiro a Elmas, reduce da un periodo di utilizzo intenso. Per il rientro di Lobotka servirà invece ancora una settimana di attesa. Il giovane napoletano merita fiducia, ed al di là della mancata esperienza, oggi rappresenta senz’altro una risorsa per il Napoli, una garanzia di vivacità, tecnica freschezza atletica per un reparto, quello del centrocampo, che oggi sembra averne particolare bisogno. A meno di grosse sorprese, queste dovrebbero essere le novità per Conte domani schiererebbe per provare a tornare non solo la vittoria ma in particolar modo ad una prestazione convincente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>…manca la continuità</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Napoli, al di là delle attenuanti che ci sono e che non possono essere omesse, e in particolar modo quelle relative ai troppi infortuni che Napoli da inizio campionato subisce, sembra però, ad onor del vero, peccare anche della necessaria continuità, non tanto a livello fisico, ma soprattutto a livello mentale e nel saper interpretare sempre in maniera ottimale ogni singolo incontro. Troppo spesso il Napoli dimostra collettivamente di non impattare la gara nel modo giusto, mostrandosi spento, nervoso, colpevolmente assente. Il dubbio viene proprio dal dover constatare come a mancare certe partite siano proprio tutti, collettivamente, senza alcuna occasionale nota lieta. ￼ Questo fa pensare che non possa esserci soltanto un problema di infortuni e di mancate rotazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un altro tabù da sfatare per il Napoli: il mal di trasferta</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Soltanto quattro vittorie su 10 sono troppo poche per una squadra che vuole vincere il campionato. Il Napoli deve quindi dimostrare subito di dare continuità soprattutto in trasferta, in prospettiva anche della fondamentale trasferta europea di Copenhagen. Difatti, l’eventuale successo degli azzurri in terra danese sarebbe decisivo per la qualificazione agli ottavi, tanto cognata del Napoli. D’altronde proprio il mal di trasferta dimostrerebbe l’unica pecca fosse di un Napoli costruito per vincere, ossia la capacità di imporsi fisicamente e tecnicamente in qualunque stadio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Anche l’Udinese alla ricerca di riscatto…</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i friulani cercano riscatto dopo la sconfitta in casa con il Genoa e la cattiva prestazione contro la Juventus. Difatti, l’allenatore dell’Udinese anche in conferenza stampa ha ribadito quanto sia importante per i suoi, laddove non dovesse riuscire a giocare per la vittoria contro il Napoli. quantomeno di non perdere. Ad onor del vero anche i Frediani soffrono il problema infortuni e anche per loro una buona prestazione, ma soprattutto fare punti potrebbe essere importante per ritrovare fiducia e continuità, sebbene la classifica non pianga agli stessi. Vedremo come il tecnico friulano saprà rimediare alle assenze contemporanee di Atta, Zamura e Kamara.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Napoli…decisiva sarà anche la campagna acquisti di gennaio…</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2025/12/10/napolidecisiva-sara-anche-la-campagna-acquisti-di-gennaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 18:57:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Moretto dal canale YouTube di Fabrizio Romano ha parlato della possibile cessione di Lorenzo Lucca a gennaio da parte del Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni: &#8220;II Milan si sta guardando intorno e sta cercando di capire se ci sono degli attaccanti che possono andare a rinforzare la rosa tra gennaio e giugno. Il nome [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Moretto dal canale YouTube di <a href="https://www.tuttonapoli.net/">Fabrizio Romano</a> ha parlato della possibile cessione di Lorenzo Lucca a gennaio da parte del Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni: &#8220;II Milan si sta guardando intorno e sta cercando di capire se ci sono degli attaccanti che possono andare a rinforzare la rosa tra gennaio e giugno. Il nome di Lucca negli ultimi giorni è rimbalzato nella testa dei dirigenti rossoneri, si è parlato di uno scambio con Loftus-Cheek tra Napoli e Milan. Innanzitutto, Lorenzo Lucca è in prestito al Napoli, quindi un ipotetico scambio di prestiti si potrebbe fare solo se il Napoli dovesse riscattare Lucca a gennaio dall&#8217;Udinese. Seconda cosa…</p>



<h3 class="wp-block-heading">“ Il Napoli storce un po&#8217; il naso a dare un attaccante prolifico come Lucca a una diretta concorrente come il Milan…”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">“…dall&#8217;altra parte, va detto che Loftus-Cheek può ricoprire diversi ruoli, sta trovando più spazio nelle ultime partite. Sicuramente Lucca piace molto a Massimiliano Allegri, ma vi dico che quest&#8217;idea di mercato è tutta da studiare. II Milan ha una lista di cinque-sei attaccanti, il tutto legato a una possibile partenza di Santiago Gimenez”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma quanto il Napoli necessita di un intervento a gennaio ?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Difatti sembrerebbe assurdo parlare di un intervento necessario nel mercato di riparazione previsto a gennaio per il Napoli. Tuttavia, nonostante la Rosa ampia e completa, il Napoli si è trovato a dover far fronte a una serie innumerevole e sfortunata di infortuni che ha letteralmente decimato il centrocampo azzurro. De Bruyne, Anguissa, Gilmour, e infine Lobotka hanno di fatto lasciato il Napoli nelle mani dei soli Mc Tominay,  Elmas e dei giovane Vergara. Tutto quindi dipenderà da quando il Napoli potrà riavere a disposizione questi giocatori in quanto ad oggi è improponibile pensare di poter affidarsi ad un centrocampo numericamente così ridotto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le dirette concorrenti del Napoli…</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Al netto delle partenze per la relativa coppa d’Africa, anche le rivali del Napoli necessitano di un intervento copioso sul mercato di gennaio. In particolare, il forte e solito Milan di Massimiliano Allegri sta manifestando un problema offensivo di rilievo. Stesso problema, d’altronde che vive la Roma di Gasperini non potendo fare reale affidamento sul Parco attaccanti oggi a disposizione. La stessa Inter deve intervenire nel reparto difensivo che fra assenze ed età media avanzata necessita di nuovi inserimenti. Infine la Juventus di Spalletti, che ancora sembra dover risolvere una grossa confusione di base, probabilmente interverrà cercando di far fronte alle richieste delle esigenze nuovo mister. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi ad oggi la reale contendente del Napoli per lo scudetto ?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco probabilmente la vera contendente del Napoli uscirà dalla lotta di gennaio e sarà scelta fra chi riuscirà meglio a rinforzarsi in un mercato di riparazione da sempre insidioso, dove si dovrà far fronte alle esigenze di organico ottimizzando spese ed interventi, tenendo sempre presente di non sottoporsi ad eventuali esborsi non necessari e cercando di non farsi prendere mai per la gola. Sarà bravo chi riuscirà a scandagliare un mercato alla ricerca di occasioni uniche che potranno presentarsi anche all’ultimo giorno. Lo stesso Napoli d’altronde non deve non può lasciare nulla di intentato, i recenti risultati positivi non devono ingannare e distogliere l’attenzione da una cura maniacale anche del singolo dettaglio che, in una corsa così estenuante e equilibrata, potrebbe risultare decisivo, tenendo presente che fino alla fine il Napoli, e le altre contendenti, cercheranno di fare bene anche in Europa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un campionato molto più equilibrato…</h3>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Sulla lotta scudetto, il campionato è molto più equilibrato rispetto a qualche stagione fa. Non c’è una dominatrice assoluta: tutto si decide sui dettagli — scontri diretti, tenuta difensiva e continuità mentale. Il Napoli è probabilmente ancora la squadra da abbattere, nonostante l’impegno su più fronti. Mister <a href="https://www.parlami.eu/2025/12/10/napoli-conte-riesce-ad-entrare-nella-testa-dei-giocatori-partita-non-semplice-con-il-benfica/">Conte </a>sembra aver donato a tutto l’ambiente più consapevolezza e forza mentale. Quindi non ci sarà più la squadra ammazza campionato di qualche anno fa, ma sarà decisivo trovare solidità e convinzione fino alla fine del campionato, il tutto condito da grande equilibrio nel valutare e trovare le giuste soluzioni, anche a momenti difficili che inevitabilmente si presenteranno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2025/12/10/napolidecisiva-sara-anche-la-campagna-acquisti-di-gennaio/">Napoli…decisiva sarà anche la campagna acquisti di gennaio…</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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		<title>Coppa Italia: stasera esordio del Napoli</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2025/12/03/coppa-italia-stasera-esordio-del-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 17:26:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli, dopo gli ottimi risultati raggiunti in fra campionato e Champions che hanno sancito un ritorno in grande stile del Napoli di Conte, stasera è l’occasione per il Napoli di provare un pò di seconde e terze linee, sperimentando e facendo riposare i big. Ma la domanda vera è: perché la Coppa Italia è la [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Napoli, dopo gli ottimi risultati raggiunti in fra campionato e Champions che hanno sancito un ritorno in grande stile del Napoli di Conte, stasera è l’occasione per il <a href="https://www.tuttonapoli.net/.">Napoli </a>di provare un pò di seconde e terze linee, sperimentando e facendo riposare i big. Ma la domanda vera è: perché la Coppa Italia è la competizione più sacrificabile fra le varie competizioni?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché la Coppa Italia non attira più ?</h3>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Negli ultimi anni la Coppa <a href="https://www.parlami.eu/2025/12/03/stile-tv-la-coppa-italia-e-un-fastidio-ma-non-si-puo-dire-le-squadre-in-lotta-per-lo-scudetto/">Italia</a> ha perso progressivamente appeal, sia agli occhi delle società sia del pubblico. Nonostante la sua lunga tradizione e la possibilità di sollevare un trofeo prestigioso, la competizione fatica a ritrovare centralità nel calendario calcistico italiano. Ma perché succede? Le ragioni sono molteplici e si intrecciano tra calendario, format, motivazioni economiche e percezioni culturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I problemi riscontrati dal Napoli e dalle big</h3>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Uno dei problemi principali è l’affollamento del calendario. Le squadre di Serie A, in particolare quelle impegnate nelle competizioni europee, si trovano a giocare: campionato, coppe europee e Supercoppa oltre ai consueti impegni con le nazionali. In questo contesto, la Coppa Italia diventa spesso una competizione “secondaria”, nella quale i tecnici preferiscono far rifiatare i titolari. Questo porta a: turnover estremi, partite meno spettacolari e minore attenzione mediatica. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il format della Coppa è meno spettacolare </h3>



<p class="p3 wp-block-paragraph">La formula attuale non aiuta. Le big entrano tardi, gli scontri iniziali sono spesso troppo sbilanciati e la sensazione è che la competizione “cominci davvero” solo in semifinale. Ciò porta a delle conseguenze pratiche e negative. Si generano match poco equilibrati, spesso prevedibili, con le minori che hanno spesso zero possibilità di intraprendere un viaggio da sogno in vere e proprie favole sportive, come accade negli altri paesi europei. Il vestito disegnato dalla Lega é su misura per i club più blasonati, quasi a volerli portare volutamente fino in fondo per fini economici e promozionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Premi economici bassi per la Coppa</h3>



<p class="p3 wp-block-paragraph">In un calcio sempre più guidato dagli introiti, la Coppa Italia non offre ricompense all’altezza. I premi economici sono inferiori rispetto al campionato e lontanissimi da quelli delle competizioni europee. Questo porta i club, soprattutto quelli di vertice, a non considerare la Coppa come un obiettivo prioritario, vista la sproporzione tra: sforzo → energie, rotazioni, rischi di infortuni, beneficio → ricavi e visibilità ridotti. I tifosi, quindi, a loro volta non possono non percepire tutto questo riversando sulla coppa meno attenzioni e spendendosi in maniera minima. In questo per fortuna eccezione sembra essere l’ambiente partenopeo pronto ad accogliere alla grande anche questa manifestazione con il solito supporto e con passione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Percezione “minore” nella cultura calcistica italiana della Coppa nazionale</h3>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Al contrario della tradizione inglese, dove le coppe nazionali hanno un fascino storico, in Italia la Coppa è da sempre percepita come un trofeo di secondo piano. L’opinione pubblica tende a considerarla un premio “di consolazione”, ossia un obiettivo per chi non compete per scudetto o Champions, un evento interessante solo in primavera. Questa mentalità si riflette nella narrazione mediatica e nell’entusiasmo dei tifosi. Se a questo si aggiungano orari e palinsesti televisivi non compatibili con esigenze familiari e lavorative dei tifosi, il calo di appeal della Coppa è inevitabile. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma la Coppa Italia in che modo potrebbe rinascere ?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente le idee ci sono e sono tante, ma andrebbero analizzate e sperimentate quanto prima. Bisognerebbe innanzitutto cambiare il format con big dentro da subito al pari delle minori, partite secche e premi più ricchi, in modo da favorire quanto più possibile il sorgere di favole locali che porterebbero passione rinnovata ed entusiasmo collettivo. Si rilancerebbe la voglia di sognare nell’Italia dei Comuni, dei borghi, delle piccole grandi città. Un’altra idea da rilanciare potrebbe essere la previsione di finali itineranti lungo lo Stivale, che aumenterebbe il coinvolgimento di tutte le realtà locali. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni sul tema Coppa</h3>



<p class="p3 wp-block-paragraph">La Coppa Italia oggi non è ancora da definirsi morta, ma certamente è finita in secondo piano. Se tornerà a essere davvero amata dipenderà dalla capacità del sistema calcio di mettere in pratica tutte le migliorie necessarie affinché si renda meno prevedibile, più ricca e meglio raccontata, in pratica  più simile a uno spettacolo capace di coinvolgere tutti. Solo così potrà riguadagnare il posto che merita nel cuore dei tifosi e, soprattutto, nelle ambizioni dei vari club, blasonati e non.</p>
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		<title>Napoli: in fondo il calcio non è una cosa complicata…</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2025/11/26/napoli-in-fondo-il-calcio-non-e-una-cosa-complicata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 17:54:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quella che sembra essere una provocazione, forse non lo è più di tanto. Il Napoli aveva difficoltà nella manovra, segnava poco, faceva male, si deprimeva alle prime difficoltà. Ovviamente cominciavano le prime insinuazioni, probabilmente discussioni accese animavano fino a qualche giorno fa lo stesso spogliatoio. Certo la loro parte l’hanno avuta anche i tanti infortuni, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Quella che sembra essere una provocazione, forse non lo è più di tanto. Il Napoli aveva difficoltà nella manovra, segnava poco, faceva male, si deprimeva alle prime difficoltà. Ovviamente cominciavano le prime insinuazioni, probabilmente discussioni accese animavano fino a qualche giorno fa lo stesso spogliatoio. Certo la loro parte l’hanno avuta anche i tanti infortuni, ma alla fine il Napoli non ha mollato…</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Del Genio: &#8220;Il Napoli non tirava più, ora con Neres-Lang avversari nel panico&#8221;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Paolo Del Genio</strong>, giornalista, è intervenuto a &#8216;Canale 8&#8217; per commentare la vittoria del Napoli contro il Qarabag:&nbsp;<em>&#8220;Il Napoli è una squadra che aveva vinto uno scudetto con la solidità, con gli inserimenti di McTominay e Anguissa, con la forza di Lukaku e le sue qualità tecniche. Queste giocate vivaci che infiammano la partita non erano state il nostro punto di forza e quest&#8217;anno proprio questa mancanza, sommata alla mancanza di Lukaku, De Bruyne e ora Anguissa, aveva portato a giocare quattro partite senza tirare in porta perché eravamo stati pericolosi, fino a quel momento, con giocatori che però non c&#8217;erano più.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Serviva un altro modo per essere pericolosi con l&#8217;inserimento di giocatori diversi come Neres e Lang…</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“…che ora sono brillanti, puntano l&#8217;uomo, si scambiano la posizione. Così stava per venire fuori il gol più bello di tutta la Champions. Giocate fatte a grande velocità in pochissimo tempo che mandano nel panico le difese. Prima facevamo tutto benino ma a un ritmo più lento ma per caratteristiche”.&nbsp;</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa è realmente cambiato quindi?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà è cambiato poco, perché come si diceva nel titolo dell’articolo il calcio è in fin dei conti una cosa semplice. Il Napoli ha restituito ai loro ruoli naturali i suoi interpreti migliori, mostrando più equilibrio e capacità offensive. Semplicemente Conte ha compreso che la rosa che aveva a disposizione poteva e doveva essere sfruttata meglio. Due attaccanti esterni che giocano alto, bravi tecnicamente, che palleggiano, dribblano, corrono, vanno sul fondo, crossano e tirano. Ecco che magicamente la manovra tornava fluida e certezze e sicurezze si destavano dal sonno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Poi è salto in cattedra lui… Scott McTominay ed il Napoli è tronato a volare…</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <a href="https://www.tuttonapoli.net/">scozzese</a>, riportato al centro, è re indiscusso del centrocampo. Corre, strappa, segna nei momenti delicati, difende e porta palla, un portento unico al di sopra della media costantemente, l’unico capace di colpi sensazionali sempre decisivo nelle partite che contano. Uomo e calciatore vero che alza il livello tecnico e di personalità della squadra. Dice di lui uno che se ne intende di centrocampisti…</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Zibi Boniek, ex calciatore, ha parlato a Kiss Kiss Napoli nel corso di Radio Goal: </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il Napoli non si è mai fermato, nessuno vince tutte le partite, una squadra con tanti infortuni può accusare qualche problema ma gli azzurri sono sempre in vetta. Il <a href="https://www.parlami.eu/2025/11/25/napoli-questo-modulo-rende-la-vita-piu-facile-agli-attaccanti-ultime-sulla-formazione-contro-il-qaragab/">Qarabag</a> sta facendo delle cose meravigliose in Champions League, ma di fronte ha trovato il Napoli che aveva grande voglia di tornare a vincere anche in Europa.</em> <strong><em>Sono innamorato di McTominay, è un giocatore straordinario, è sempre pericoloso, se il gol che ha fatto con la Scozia lo avesse fatto un altro calciatore se ne sarebbe parlato per un anno. </em></strong><em>Roma-Napoli? Gli azzurri sono i favoriti per lo scudetto, se lo rivinceranno faranno una cosa fantastica. Queste due squadre hanno qualcosa in più rispetto alle altre, domenica sera sarà una grande partita.</em></p>
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		<title>Italia: prove tecniche di spareggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 21:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia stasera a Milano prova a dimostrare a tutti di essere in grado di superare la fase degli spareggi, o quantomeno di rispondere presente, ci siamo, siamo ancora vivi. Una partita dura, una prestazione cercata, buona nel primo tempo, consapevoli che il miracolo non fosse possibile ma, allo stesso tempo, con la voglia di dimostrare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Italia stasera a Milano prova a dimostrare a tutti di essere in grado di superare la fase degli spareggi, o quantomeno di rispondere presente, ci siamo, siamo ancora vivi. Una partita dura, una prestazione cercata, buona nel primo tempo, consapevoli che il miracolo non fosse possibile ma, allo stesso tempo, con la voglia di dimostrare di non essere inferiori alla Norvegia quantomeno sul campo e tecnicamente. Una voglia matta di dimostrare che la gara dell’andata è stata solo un passo falso, anche se purtroppo è risultata da essere decisiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Primo tempo: Italia avanti 1-0 con Pio…</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una buon Italia nel primo tempo va in vantaggio con il giovane Pio Esposito, talento dell’Inter e astro nascente del calcio italiano. Buon palleggio, la palla scorre veloce, si creano occasioni da goal, l’Italia dimostra di esserci anche se alla fine concretizza il minimo. Tuttavia si difende bene e dimostra di essere viva. La notata il goal del giovane attaccante azzurro che risponde ancora una volta presente smuovendo il tabellino, in fondo è quello di cui hanno bisogno di azzurri, giocare ed avere la fiducia giusta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Secondo tempo: l’Italia ammaina la bandiera …</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo tempo, la Norvegia esce dagli spogliatoi in maniera completamente diversa consapevole della sua forza sia tecnica che atletica. L’Italia dopo averci provato i primi minuti rallenta, si blocca, si deprime. È in quel momento che la superiorità tecnica dei vari Sørloth, Nusa e Haaland esce fuori risultante decisiva alla distanza. Difatti la Nazionale azzurra esce colpevolmente dalla gara, alla fine facendo una brutta figura, non dimostrando orgoglio e fierezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa salvare in vista degli spareggi play off ?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente, in vista dell’impegnativo, storico impegno della nazionale di calcio nello spareggio per riconquistare dopo svariati anni la qualificazione ai mondiali bisogna ripartire da i giovani, soprattutto da Pio Esposito. Bisogna ritrovare mentalità gioco una buona forma fisica voglia di crederci e di sentirsi forti, bisogna assumere la mentalità il carattere del proprio allenatore. Certamente all’Italia ad oggi mancano i giocatori in grado di fare la differenza tuttavia bisognerà lavorare molto, anche sul recupero dei vari infortunati, come Kean e Calafiori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’Italia dei giovani </h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia dovrà ricostruire e riformare tutto il movimento calcio lo dovrà rifare partendo dal settore giovanile che nonostante le mille problematiche dimostra di saper ricercare e valorizzare il talento che tuttavia non arriva mai a giocare a certi livelli con continuità e fiducia. Sono di questi giorni, per esempio, le meraviglie tecniche dimostrate dalla nazionale giovanile under 17 dove si stanno mettendo in luce molti giovani di talento immenso. Bisogna avere quindi il coraggio di ripartire da loro, bisogna ripartire da ciò che abbiamo più prezioso, ossia la nostra capacità riemergere anche dopo aver toccato il fondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il tabellino di Italia &#8211; Norvegia</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.parlami.eu/2025/11/13/litalia-batte-la-moldavia-solo-nel-finale-di-gara-i-gol-di-mancini-e-pio-esposito-regalano-la-vittoria-alla-squadra-azzurra/">ITALIA-NORVEGIA 1-4</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARCATORI: </strong>11&#8242; <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/partite/2025/giornata-10/italia-norvegia/risultato-gol">Esposito </a>(I), 64&#8242; Nusa (N), 78&#8242; Haaland (N), 80&#8242; Haaland (N), 90&#8217;+3 Larsen (N)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ITALIA (3-5-2)</strong>: Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni (86&#8242; Buongiorno); Politano, Barella (86&#8242; Ricci), Locatelli (79&#8242; Scamacca), Frattesi (68&#8242; Cristante), Dimarco; Retegui, Esposito (79&#8242; Zaccagni). CT Gattuso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>NORVEGIA (4-4-2):</strong>&nbsp;Nyland; Ryerson, Ajer, Heggem, Wolfe (89&#8242; Ostigard); Thorstvedt (75&#8242; Aasgaard), Berge, Berg (64&#8242; Thorsby), Nusa; Sorloth (75&#8242; Bonb), Haaland (89&#8242; Larsen). CT Solbakken.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ARBITRO:&nbsp;</strong>Alejandro Hernandez Hernandez</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AMMONITI:&nbsp;</strong>Gattuso (I), Barella (I), Bastoni (I), Haaland (N), Esposito (I)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ESPULSI:</strong></p>
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		<title>Amarcord: profumi e sapori del calcio di una volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Vitiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 22:39:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata di sana passione sportiva di molti anni fa che, oltre a restare nella memoria di molti appassionati del calcio, rappresenta oggi il desiderio della maggioranza dei tifosi Nemmeno il miglior regista cinematografico, forse, potrebbe fedelmente e realisticamente produrre una rappresentazione riguardante:&#160;“una domenica per il pallone”. Una domenica di altri tempi, un giorno atteso [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una giornata di sana passione sportiva di molti anni fa che, oltre a restare nella memoria di molti appassionati del calcio, rappresenta oggi il desiderio della maggioranza dei tifosi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nemmeno il miglior regista cinematografico, forse, potrebbe fedelmente e realisticamente produrre una rappresentazione riguardante:&nbsp;<strong>“una domenica per il pallone”</strong>. Una domenica di altri tempi, un giorno atteso con trepidazione per un’intera settimana in cui si discorreva di un evento che ci avrebbe proiettato in una <strong>dimensione astrale ovvero in un alone fluidico</strong>, non visibile, capace di dar vita ad un fenomeno particolare: la contraddittoria unione tra una consapevole ansia, dovuta all’attesa di un evento, ed un serafico benessere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Già al risveglio, la domenica mattina &#8230;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Già al risveglio, la domenica mattina, si percepiva la sensazione di dover vivere un giorno particolare, diverso dagli altri, e che iniziava con la colazione, magari al bar, in compagnia di quegli amici la cui presenza era imprescindibile dalla partecipazione all’evento sportivo programmato con essi. Si, imprescindibile, perché recarsi allo stadio senza Tonino piuttosto che Franco voleva significare assistere ad una partita da soli, senza una parte di noi stessi che ci aveva accompagnato, costantemente, per lunghi anni, in questa fede calcistica difficilmente comprensibile a coloro che preferiscono altri spettacoli alla esibizione di ventidue atleti su di un rettangolo di gioco.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>&#8230;e quelle passeggiate mattutine effettuate in attesa dell’avvicinarsi all’ora del match</strong>!</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E che dire di quelle passeggiate mattutine effettuate in attesa dell’avvicinarsi all&#8217;ora del match? Anche la città appariva in una dimensione diversa dagli altri giorni. Il passeggiare gioioso dei bambini con i loro genitori, le grida dei venditori ambulanti, la sosta agli chalet per consumare un aperitivo: sembrava che il tutto fosse, nel nostro immaginario, la consapevole e condivisa partecipazione ad un evento calcistico a cui noi tenevamo molto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dopo aver consumato il più fugace dei pasti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver consumato il più fugace dei pasti, ci si avvicinava alla zona ove era ubicato lo stadio e lì, finalmente, trovavamo quell’atmosfera che la nostra irriducibile immaginazione credeva fosse possibile vederla in ogni angolo della città. Venditori di bandiere, gagliardetti e trombette ci davano il benvenuto &nbsp;in quella area che per noi rappresentava il tempio della nostra fede calcistica. Si aspettava di incrociare qualche tifoso della squadra avversaria, proprio per rendere più reale quell’evento e per condividere con essi la spasmodica attesa. Qualche sfottò o sventolio di bandiere era la cornice essenziale in una simile giornata. I vigili urbani erano intenti a dirigere il notevole traffico automobilistico e di poliziotti nemmeno l’ombra: stavano effettuando il loro lavoro al servizio dei cittadini per scopi di essenziale utilità alla collettività.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ci si avviava poi allo stadio con la consapevolezza di giungere in tempo per l’inizio dell’incontro di calcio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver bevuto, in fretta, un caffè ci si avviava allo stadio con la consapevolezza di giungere in tempo per l’inizio dell’incontro. La fila agli ingressi era non vigilata ma disciplinata. Finalmente sugli spalti, quel bel prato verde stimolava le nostre fantasie e già immaginavamo le azioni che avrebbero potuto svolgersi sul rettangolo di gioco. L’ingresso delle squadre in campo rappresentava il termine di una lunghissima attesa e l’inizio delle nostre speranze per assistere, eventualmente, alla vittoria della nostra squadra del cuore. Qualche fischio agli avversari aveva più il significato di timore per le sorti della nostra equipe che di totale mancanza di rispetto nei confronti degli avversari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quante famiglie allo stadio e quanti bambini</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quante famiglie allo stadio e quanti bambini, bardati con sciarpe e cappellini, assistevano forse, per la prima volta, a quella manifestazione di sport, folklore e di sano tifo. Il dopopartita, poi, era caratterizzato, indipendentemente dal risultato del match, dai continui commenti sulle fasi di gioco espresse dalle due squadre. In questo modo e di corsa, ci si avviava verso casa per assistere alle trasmissioni televisive calcistiche riguardanti le sintesi delle partite ed il secondo tempo della gara più importante della giornata che, se coincideva con la partita, da noi vista, ci faceva rivivere le fasi salienti di una giornata per noi fantastica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La cena, infine, assumeva un gusto del tutto particolare</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La cena, infine, assumeva un gusto del tutto particolare in caso di vittoria della nostra squadra: sapore e gusto di una&nbsp;<strong>“domenica per il pallone”</strong>. La domenica successiva le partite venivano ascoltate per radio e la trasmissione&nbsp;<strong>“Tutto il calcio minuto</strong>&nbsp;<strong>per minuto</strong>” rappresentava il surrogato della precedente domenica.&nbsp;<strong>“…<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2020/01/07/scusa-ameri-e-tutto-il-calcio-cambio-litalia_6fba71af-b6a2-47a0-aa7c-d6ea2ad642b9.html">Scusa Ameri, scusa Ameri, qui è l’Olimpico…</a>”</strong>&nbsp;interveniva, in trasmissione, la voce del compianto <strong>Sandro Ciotti,</strong> una voce calda, roca e penetrante che descriveva non solo un goal oppure un’azione di gioco importante ma un contesto, una situazione uno stato d’animo dei giocatori o degli spettatori con una sagacia degna di un fine e sensibile cantastorie di altri tempi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Terminava qui la giornata di un appassionato spettatore sportivo dedicata ad una partita di calcio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Terminava qui la giornata di un appassionato spettatore sportivo e questa era la degna conclusione di un momento di relax, di gioiosa festa, di folklore, di consapevolezza di aver trascorso dei sani momenti di vera passione sportiva che servivano ad attenuare problemi e tensioni quotidiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri tempi, si dirà, ma visto che la “storia” è un insieme di corsi e ricorsi,&nbsp;<strong>auguriamoci di aver esauriti i “corsi” e di vivere un’era di “ricorsi”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Vincenzo Vitiello</em></p>
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		<title>Si ritorni ad un giornalismo vero e non ad una (dis)informazione finalizzata ad altri scopi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Vitiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 21:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo del pallone]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo del pallone]]></category>
		<category><![CDATA[Procuratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornalismo &#8211; Utopia oppure creazione di qualche presupposto per il futuro di un calcio migliore? Responsabilità degli addetti ai lavori nel mondo del pallone: MEDIA Il giornalismo -come altre professioni- si adegua all’evoluzione dei tempi. Normale che ciò avvenga, ma qualche considerazione andrebbe fatta per evitare che si possa debordare per una qualsivoglia necessità che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Giornalismo &#8211;</strong>  <strong>Utopia oppure creazione di qualche presupposto per il futuro di un calcio migliore?</strong></h3>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Responsabilità degli addetti ai lavori nel mondo del pallone</strong>:</h3>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>MEDIA</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.jobbydoo.it/descrizione-lavoro/giornalista">Il giornalismo </a>-come altre professioni- si adegua all’evoluzione dei tempi. Normale che ciò avvenga, ma qualche considerazione andrebbe fatta per evitare che si possa debordare per una qualsivoglia necessità che non trova alcuna giustificazione nell’esercizio di una professione che deve garantire una corretta e veritiera informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il calcio,&nbsp;è necessario e forse opportuno&nbsp;affermare:</p>



<p class="wp-block-paragraph">-Lasciamo lavorare i club tranquillamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">-Smettiamola di annunciare un acquisto al giorno, come se un qualcosa ci obbligasse a farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">-Smettiamola di contattare procuratori che –in virtù dei propri tornaconti- fanno intendere che il loro assistiti sono seguiti da alcune società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">-Cerchiamo di tranquillizzare un ambiente che è fin troppo&nbsp;<em>‘’caldo’’</em>&nbsp;e teso solo ad acquisire informazioni atte a soddisfare l’esigenza delle tifoserie dedite a ‘<em>’sognare’’</em>&nbsp;arrivi di calciatori che possano contribuire a realizzare i loro sogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">-Perché, altresì, non smettere di prestare il fianco ad alcuni presidenti che, pur di sviare l’attenzione dai propri obiettivi, permettono od invogliano la diffusione di nomi dei calciatori che mai comprerebbero?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>PROCURATORI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">E che dire dei procuratori che –pur di pubblicizzare i propri assistiti- fanno intendere che alcuni calciatori sono seguiti da grandi club?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarebbe il caso che il&nbsp;<em>‘’popolo del pallone’’</em>&nbsp;si gustasse tranquillamente una stagione agonistica senza interferenze di vario tipo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>GIORNALISMO &#8211;</strong> <strong>RESTITUIAMO CREDIBILITA’ AL CALCIO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ed allora, pensiamo anche allo svolgimento dei vari tornei senza che vengano inficiati dalle distrazioni da parte di alcuni giocatori che –invece di adoperarsi al conseguimento dei risultati migliori per la propria squadra- pensano, senza soluzioni di continuità, ai prolungamenti ed adeguamenti dei loro contratti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non amplifichiamo il tutto dando voce a coloro che sono gli artefici di queste anomalie legalizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vogliamo che il calcio torni ad essere &nbsp;lo sport più amato dagli italiani e da altri popoli? Per far ciò tutti si dovrebbero adoperare per minimizzare l’effetto&nbsp;mediatico procurato dal percorso del  &#8221;carrozzone&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna rivoluzione si chiede. Si auspica solo  una presa di coscienza e moderazione da parte degli addetti ai lavori, dei presidenti dei club, dei direttori sportivi, dei <a href="https://www.parlami.eu/2025/11/08/quando-il-giornalista-veste-labito-del-tifoso/">media </a>e di tutti coloro che orbitano attorno ad un qualcosa di effimero a livello dei veri valori sportivi.</p>
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		<title>Quando il giornalista veste l’abito del tifoso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Vitiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 21:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Dovere di verità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo di inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalisti Tifosi]]></category>
		<category><![CDATA[Un calcio pulito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A volte succede che la vera curva sia la tribuna Normalmente si crede che un giornalista sportivo non sia tifoso di alcuna squadra. Ma questa normale ed auspicabile condizione non sempre si riscontra. Spesso veniamo a conoscenza di media che descrivono il calcio in modo obiettivo senza lasciarsi condizionare dalla propria passione verso la &#160;squadra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>A volte succede che la vera curva sia la tribuna</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Normalmente si crede che un giornalista sportivo non sia tifoso di alcuna squadra. Ma questa normale ed auspicabile condizione non sempre si riscontra. Spesso veniamo a conoscenza di media che descrivono il calcio in modo obiettivo senza lasciarsi condizionare dalla propria passione verso la &nbsp;squadra del cuore. Addirittura ho letto, in qualche scritto, che&nbsp;<strong><em>”A volte succede che la vera curva sia la tribuna”</em></strong>&nbsp;ed in qualche caso ho potuto anche riscontrare che, nel luogo dove si dovrebbe raccontare il calcio in modo sereno e credibile, effettivamente accade che il giornalista, oltre ad esultare per la realizzazione di un goal, si comporta in un modo eccessivamente fazioso esultando o criticando in modo eccessivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E&#8217; normale &#8230;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E’ normale che accada quanto sopra descritto</strong>&nbsp;perchè, se una persona non fosse stato tifoso da ragazzino, difficilmente avrebbe deciso di dedicarsi successivamente al giornalismo sportivo, come il calcio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il tutto si dovrebbe risolvere seguendo &nbsp;i veri canoni del giornalismo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tranquilli,</strong>&nbsp;a parte le cronache televisive del tifoso giornalista trasmesse dalle pay tv -per chiari fini commerciali- il tutto si dovrebbe risolvere seguendo &nbsp;i veri canoni del giornalismo, con il tempo. Quando ciò non accade, sono possibili pericolose, incresciose ed antipatiche situazioni conflittuali. E’ un modo di fare giornalismo lontano anni luce da quella che è la deontologia di chi esercita un mestiere molto delicato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Da più parti si chiede un calcio pulito&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Da più parti si chiede un calcio pulito&nbsp;e con questa definizione non si vuole solo fare riferimento ad eventuali anomalie, inchieste e scandali vari, ma anche a soprattutto ad un calcio dove gli addetti ai lavori ed i media&nbsp; -attenendosi scrupolosamente e deontologicamente alle regole della professione- raccontino eventi e varie situazioni in modo asettico e super partes, in modo da rendere partecipe coloro che tengono a cuore oltre l’evento sportivo anche il normale svolgimento dello stesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le cronache e i commenti sportivi non sono un fatto privato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le cronache e i commenti sportivi non sono un fatto privato&nbsp;a disposizione di presidenti, di società o di organizzatori di manifestazioni ed eventi. Su qualsiasi attività d’interesse pubblico i giornalisti hanno il diritto-dovere di darne conto correttamente ai cittadini, titolari del diritto all’informazione, secondo i principi della lealtà e della verità sostanziale dei fatti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il dovere più pregnante del giornalista</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il dovere più pregnante del <a href="https://www.parlami.eu/2025/11/08/si-ritorni-ad-un-giornalismo-vero-e-non-ad-una-disinformazione-finalizzata-ad-altri-scopi/">giornalista</a> e caposaldo del diritto di cronaca è il <strong>dovere di verità</strong>, considerato sia dalla L. n. 69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale “<em>obbligo inderogabile</em>”. Gli organi di informazione sono l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Essi consentono alla collettività l’esercizio di quella sovranità che secondo l’art. 1 Cost. “<em>appartiene al popolo</em>”. Un’informazione che occulta o distorce la realtà dei fatti impedisce alla collettività un consapevole esercizio della sovranità. In più punti la Carta dei Doveri pone l’accento su quelli che, al pari del dovere di verità, vanno considerati valori etici assolutamente inderogabili: l’<strong>autonomia</strong> e la <strong>credibilità</strong> del giornalista.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si vogliono narratori che raccontino le loro verità</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si vogliono narratori che raccontino le loro verità&nbsp;-in nome del sacrosanto diritto di libertà di informazione ed opinione- senza condizionamenti vari o linee editoriali legate ad un qualsivoglia e magari legittimo interesse.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nel momento in cui mi siedo dietro la mia scrivania</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in cui mi siedo dietro la mia scrivania,&nbsp;per scrivere un articolo, dimentico la mia fede calcistica e cerco di garantire, nel migliore di modi, tutte le squadre e le rispettive tifoserie.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Racconto tutto ciò che vedo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Racconto tutto ciò che vedo, ben consapevole di non essere l’unico portatore dell’assoluta verità, ma animato da autentica sincerità,</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rendere credibile il calcio?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Rendere credibile il calcio?&nbsp;Esprimere opinioni legittimate da obiettività e precisione? Non fomentare con vari slogan riportati su alcune testate giornalistiche nazionali, contrapposizioni e manifestazioni incresciose da parte di varie tifoserie?&nbsp;<strong>Avere il coraggio di fare anche un giornalismo di inchiesta</strong>&nbsp;per garantire, nel tempo, uno sport che appassiona milioni di persone? Finalità che si spera abbiano un riscontro pragmatico e non restino solo vaghe, utopiche e sane intenzioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nella storia del giornalismo sportivo</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nella storia del giornalismo sportivo&nbsp;<strong>–</strong> riporta un articolo di Repubbica Sport- &nbsp;non mancano casi di firme illustri che hanno sempre saputo tenere separate passione sportiva e professione. Sandro Ciotti era laziale, come altre famose voci di “Tutto il calcio”, ad esempio Claudio Ferretti ed Ezio Luzzi, ma dalle loro radiocronache non si capiva di certo, e neppure si intuiva il cuore genoano di Enrico Ameri. E nessuno ha mai potuto rimproverare Roberto Beccantini di scarsa obiettività, pur essendo egli juventino nel profondo. All’epoca dello storico Novantesino Minuto condotto da Paolo Valenti (amava la Fiorentina) e Maurizio Barendson (lui era del Napoli), molti corrispondenti non nascondevano le loro passioni, dal napoletano Luigi Necco all’ascolano Tonino Carino, però sempre con eleganza: nessuno di loro avrebbe mai esultato contro qualcuno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non ha futuro il calcio,&nbsp;se </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non ha futuro il calcio,</strong>&nbsp;se sui maggiori quotidiani sportivi, &nbsp;sulle tv nazionali e private, si dibattono tematiche serie ed importanti con&nbsp;<strong>l’abito del tifoso</strong>&nbsp;ed un simbolica bandiera molto colorata…</p>
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