Il presidente della Simeup risponde alle dichiarazioni di Roberto Fico sulla sanità campana: apprezzamento per l’impegno istituzionale, ma la vera sfida è riorganizzare il sistema, non solo assumere nuovi medici.
Che i pronto soccorso italiani siano in affanno non è una novità. Lo dicono i dati, lo raccontano i medici che li lasciano, lo vivono ogni giorno i pazienti che li frequentano. Ma come si esce da questa crisi? Vincenzo Tipo, presidente della Simeup (Società italiana di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica) e primario del Pronto soccorso del Santobono di Napoli, prova a rispondere — e lo fa con equilibrio, senza rinunciare alla sostanza.
Apertura istituzionale, ma senza sconti sul merito
Le dichiarazioni recenti di Roberto Fico, presidente della Regione Campania, sul tema dell’emergenza nei pronto soccorso hanno trovato una risposta misurata da parte della comunità scientifica. Tipo non nega il valore dell’apertura politica: «Accogliamo con favore le dichiarazioni del presidente Fico e apprezziamo il lavoro avviato e la disponibilità a intervenire su un nodo cruciale».
Ma il presidente Simeup va oltre il riconoscimento diplomatico. Perché la crisi del pronto soccorso ha radici che nessuna misura isolata riesce a estirpare.
Perché i medici scappano dai pronto soccorso
Quello che Tipo definisce «fuga crescente di professionisti» è uno dei fenomeni più preoccupanti della sanità pubblica italiana degli ultimi anni. I motivi sono noti, ma raramente vengono elencati con questa chiarezza: condizioni di lavoro gravose, carichi assistenziali elevati, scarsa sicurezza, turni logoranti, competenze poco valorizzate, integrazione carente tra ospedale e territorio.
«Il problema non è solo economico, ma riguarda l’intero modello organizzativo», afferma il primario del Santobono. Un sistema che non attrae — o peggio, che respinge — i professionisti migliori non può essere riparato soltanto con qualche assunzione in più o un incremento salariale.
La proposta: un tavolo permanente tra scienza e politica
La Simeup non si accontenta di segnalare il problema. Tipo indica un percorso: costruire un confronto strutturato tra istituzioni e specialisti, capace di produrre soluzioni reali e durature. Il primo appuntamento concreto è già in calendario: a giugno, a Napoli, nell’ambito di un congresso scientifico internazionale organizzato dalla Simeup, si terrà una tavola rotonda con società scientifiche, tecnici del settore e rappresentanti politici.
Un momento di confronto che, nelle intenzioni del presidente, deve andare oltre il rito del convegno e tradursi in impegni verificabili.
«Siamo pronti a dare il nostro contributo, mettendo a disposizione competenze ed esperienza», conclude Tipo. La disponibilità c’è. Ora tocca alla politica fare la sua parte.




